AMORE INCONDIZIONATO

L’amore incondizionato è, per l’adolescente, come la resistenza dell’aria

Sembra scontato ma a pensarci bene, a interrogarsi con profonda onestà, ci si accorge che non è così. Ecco la tesi, che la letteratura scientifica universalmente condivide e sostiene e che qui viene illustrata con grande semplicità e forza da Tommaso Montini, pediatra di famiglia di Napoli, in un articolo pubblicato sulla rivista specializzata “Un pediatra per amico” nel n. 2 del 2013.

“Nell’adolescenza, il bisogno di liberarsi dal controllo dei genitori diventa fortissimo e la loro esperienza (dei genitori) non sembra più sufficiente, è necessaria la propria.
È molto importante rassicurare: dobbiamo rassicurare, rassicurare e poi rassicurare ancora… Noi desideriamo che crescano forti e sicuri, capaci di affrontare il mondo come vincenti, ma loro possono sviluppare autostima e sicurezza solo se si sentono amati e stimati, dai genitori prima di tutto. L’amore per i figli non può che essere incondizionato: non lo si deve guadagnare, non lo si deve meritare, non lo si può mai perdere”.
Quindi la tesi è proprio questa, l’amore che deve essere incondizionato. Ma ci riusciamo davvero, ad amare e quindi ad accettare incondizionatamente, sempre, i nostri figli? Oppure a volte vacilliamo, davanti a ciò che non condividiamo, a ciò che non ci piace, a ciò che ci mette in discussione o ci fa sentire respinti perché antitetico ai nostri insegnamenti e alle nostre convinzioni? L’antitesi è allora questa: un amore che non sempre riesce a essere incondizionato e che magari anche solo per un attimo (ma un attimo è più che sufficiente perché loro possano cogliere nei nostri occhi la delusione) non sa nascondere il nostro scontento, di vedere le nostre illusioni e le nostre aspettative “tradite” da nostro figlio. La sintesi allora quale può essere? Lavorare su noi stessi: per capire che anche i nostri figli, esattamente come abbiamo fatto noi con i nostri genitori, difficilmente si trasformeranno in quello che vogliamo noi. Sostenere le loro scelte, anche se non sono le nostre, anzi, soprattutto perché non sono le nostre.

Un compito difficilissimo. Ma indispensabile, come ci conferma Vito Mancuso, ne Il bisogno di pensare, Garzanti, 2017, pag. 50-51)

“Penso che per me come per tutti sia l’amore ricevuto a costituire la sorgente della speranza nella vita… L’amore delle madri, sia degli essere umani sia di tutti gli altri animali, non è una loro creazione personale; è piuttosto l’espressione di una forza più ampia, di cui le madri sono strumenti e interpreti, quella medesima forza generatrice e organizzatrice che ha fatto sì che dal caos originario si passasse a questo mondo che contiene la vita e l’intelligenza…”

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