L’autonomia e i pensieri magici

Il pensiero magico nasce con noi e ci accompagna, con le sue rassicuranti certezze, per lungo tempo. Fino a quando, volenti o nolenti, ci ritroviamo adulti e dobbiamo abbandonare i pensieri magici, per lasciare il posto ai più freddi e scomodi pensieri razionali. Questi ultimi, però, sono indispensabili per affrontare in modo efficace la realtà: una delle life skillimprescindibili indicate dall’Oms per affrontare il mondo in modo adulto è la capacità di problem solving.

Come si comincia a costruire questa capacità? Il suo consolidamento è inversamente proporzionale alla resistenza dei pensieri magici, che sono la dimensione dominante nel mondo infantile.

Per il bambino piccolo, infatti, non esistono responsabilità, qualcuno agisce magicamente nell’ombra e gli fa trovare il mondo a posto: i giochi riordinati, la biancheria sporca lavata e stirata, il cibo cucinato e così via.

Questa comfort zone tende ben presto a ridursi, perché non appena impariamo a muoverci da soli e a comunicare con l’esterno veniamo richiamati ai nostri doveri, che saranno commisurati alle nostre capacità: a un bambino di 4 anni verrà richiesto di mettere in ordine i giochi, a uno di 8 di dare una mano ad apparecchiare, a un ragazzino di 14 di caricare la lavastoviglie. Per la lavatrice, forse è meglio aspettare i 16 …

Abbandonare il pensiero magico è faticoso e doloroso, perché significa accettare l’idea, niente affatto seducente, della fatica e delle regole. Il pensiero magico è l’antidoto infallibile e irresistibile contro regole: se chiudo forte gli occhi e penso che qualcuno farà i compiti per me, accadrà e poi basterà dimenticarsene.

Attenzione, quindi, al fascino seduttivo della magia: spesso non sono solo i figli a crederci, ma anche noi genitori. Dunque, ancoriamoci bene noi genitori al principio di realtà e ricordiamoci ogni giorno che la fatica di pretendere il riordino dei giochi, le mutande nel cestino dei panni sporchi, la programmazione dei compiti… è il prezzo che dobbiamo pagare per uno dei più grandi regali che possiamo fare ai nostri figli: la conquista graduale e progressiva dell’autonomia.

Tutte le volte che ci sostituiamo a loro perché siamo più veloci ed efficaci… li priviamo di una parte di quel dono.

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