Modalità genitoriali e rispetto per gli insegnanti

Adolescente arrabbiato (foto di Clem Onojeghu)

Da qualche mese ogni giorno 1-2 insegnanti delle scuole italiane vengono picchiati o aggrediti da genitori di alunni in disaccordo su scelte didattiche e pedagogiche e quasi quotidianamente si hanno notizie di studenti che insultano, umiliano o aggrediscono professori.

Possiamo domandarci:

  • C’è una correlazione tra la difficoltà dei genitori del bambini piccoli a dire no, a essere assertivi e a sostenere il ruolo educativo adulto e gli episodi di giovani adolescenti che insultano i loro insegnanti?
  • C’è una correlazione tra la difficoltà e a volte la rinuncia di alcuni genitori a gestire il conflitto con i figli adolescenti e gli episodi di aggressione degli insegnanti da parte dei genitori?
  • Sono facce della stessa medaglia?

Le mie risposte dal punto di vista della pediatra sono sì.

Molti dei nostri figli che non sono stati abituati da piccoli a ricevere risposte chiare (il sì è sì e il no è no) e pertanto non si sono potuti abituare a considerare l’adulto come persona autorevole e coerente e quindi da rispettare, faranno molta fatica ad accettare l’insegnante che sceglie, decide, limita, frustra.

Molti dei nostri figli adolescenti, che per definizione hanno bisogno per crescere di provocare e esasperare il conflitto, non avendo abitudine a relazionarsi con adulti che accettano il conflitto e lo gestiscono, non lo sanno gestire e trascendono, anche a scuola con i compagni e con gli insegnanti.

Di contro, i genitori che hanno rinunciato alla dialettica e alla mediazione del conflitto con i propri figli, davanti a un sopruso reale o immaginato reagiscono istintivamente con violenza verbale e /o fisica con lo scopo di protezione della prole. Prole che non è più in età neonatale ma che ancora viene iper protetta.

E allora cosa possiamo fare noi genitori? Recuperare consapevolezza sul nostro ruolo, analizzare criticamente le nostre modalità di azione, superare l’inevitabile senso di colpa e … cambiare strategia, oggi.

Daniela Corbella