Il corner delle ragazze

Eccoci qua, noi “ragazze”. In una foto non pensata per essere pubblicata, ma scattata nell’intimità di un giorno di festa, il mio compleanno. Io sono la mamma, l’altra è la mia unica figlia femmina, che è andata a convivere con il suo fidanzato, come racconta nei due post seguenti. Ho pensato che fosse un buon feed back, soprattutto per noi madri di figli maschi e suocere, che le compagne di oggi raccontino come vivono la loro coppia con i nostri ex figli.

Inizio con lei perché fa il mio stesso mestiere, quindi scrivere le viene spontaneo, e perché è la scelta più comoda e semplice. Ma a noi del blog piacerebbe molto ricevere le impressioni delle ragazze là fuori: come vivete con i nostri pargoli?

Aspettiamo fiduciosi…

Uomini, le regole “maschie” alla convivenza

Uomini, le regole "maschie" alla convivenza

 

Mi sono sempre chiesta quale fosse il discrimine tra uomini e donne. Perché questi fatichino tanto a comprendere l’ovvio. Mamma mi ha risposto: “Cara, leggi Il Cervello delle Donne e non tentare l’impossibile. Non è cattiveria, la loro, sono fatti così”. Male, mi vien da dire ogni volta che raccatto per casa tazze vuote e bicchieri appiccicaticci. Calze, scarpe e giacche lasciate a morire sul divano: “Tanto domani mattina me la rinfilo”. È mai possibile che, trentatreenne, il mio fidanzato ancora non abbia capito che quel che si usa si rimette a posto? Che la sala non è un armadio e la lavastoviglie, per funzionare, ha bisogno di essere riempita? È il karma, penso a volte, ricordandomi ragazzina disordinata che ero.  E quando la sera, con le borse della spesa, apro la porta di casa e lo trovo lì, tra tazzine e playstation, con la roba che ho stirato ancora ordinatamente impilata sul tavolo ci provo: “Non ti è venuto in mente, in ventiquattro ore, di mettere via qualcosa?”. “Ma non me l’hai mica detto. Altrimenti l’avrei fatto. L’altra sera, ad esempio, la spazzatura l’ho buttata”, mi risponde candidamente. Come se, in fondo, tutto quel di cui avesse bisogno fosse un ordine e un applauso. “Tira l’acqua, bambino”. Clap, clap.

C. C.